Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione accetta il loro uso.

La poesia: uno strumento di sollievo

Ti lascio il meglio del mio cuore
e con il bacio della gratitudine, questa
serenità commossa.

da L'ultimo viaggio di Glenn, Maurizio Cucchi

Si fa lontano il giorno dell’addio,
ma non divieni una parvenza fioca,
distinto è il timbro della voce, intatta
la grazia del sorriso, nell’assenza.

da Madre, Antonio Prete

Dunque non ti ho detto addio
amica mia mia amica
e ora visiti le stanze
con andatura lieve
meno di una danza.
Sei aria che sorride,
che mi circonda amorosa
il buio tra le spalle,
sei soffio sul viso
tutta sorriso sei,
e sole insieme
guardiamo le foglie
piovere nel vento
della città operosa.
Sospesa per entrambe
l’indaffarata corsa
verso le infinite misture
del nulla,
lo abitiamo con pazienza:
i suoni che non giungono,
quelli già giunti e poi svaniti
sono nostra
costante compagnia,
che importa quello che si è detto,
è cosí bruciante ora
accoglierci senza tocco
nel telefono che non suona
nel messaggio che non arriva.

Chandra Livia Candiani

La morte non è niente. Non conta.
Io me ne sono solo andato nella stanza accanto.
Non è successo nulla.
Tutto resta esattamente come era.
Io sono io e tu sei tu e la vita passata
che abbiamo vissuto così bene insieme
è immutata, intatta.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro
lo siamo ancora.
Chiamami con il vecchio nome familiare.
Parlami nello stesso modo affettuoso
che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce,
Non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Sorridi, pensa a me e prega per me.
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima.
Pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto.
È la stessa di prima, C’è una continuità che non si spezza.
Cos’è questa morte se non un incidente insignificante?
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri
solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte,
proprio dietro l’angolo.
Va tutto bene; nulla è perduto.
Un breve istante e tutto sarà come prima.
E come rideremo dei problemi della separazione
quando ci incontreremo di nuovo!

La morte non è niente, di Henry Scott Holland

Non piangere sulla mia tomba
Non sono qui.
Non sto dormendo. Io sono mille venti che soffiano;
Sono lo scintillio del diamante sulla neve
Sono il sole che brilla sul grano maturo
Sono la pioggia lieve d’autunno.
Quando ti svegli nella calma mattutina.
Sono il rapido fruscio degli uccelli che volano in cerchio
Sono la tenera stella che brilla nella notte
Non piangere sulla mia tomba Io non sono lì.
Non piangere sulla mia tomba , Canto degli indiani Navajo

Chi è amato non conosce morte,
perché l’amore è immortalità,
o meglio, è sostanza divina.
Chi ama non conosce morte,
perché l’amore fa rinascere la vita nella divinità.

Chi è amato non conosce morte, Emily Dickinson

Tutte le strade
conducono a casa.

Gary Zukav

Non so dove vadano le persone
quando scompaiono,
ma so dove restano.

Antonie De Saint Exupéry

Il primo e l’ultimo sole.
In viaggio
Nel mezzogiorno.
Qui, all’ombra.
Per i nostri sogni,
perché tu vada dove vorrai,
perché tu possa tornare ad essere quello che sei.

Epilogo - Nota poetica, Il Rumore del Lutto

Gli anni, le ore, ti cercheranno e non ti troveranno.
Passeranno dentro i raggi del sole,
ruoteranno intorno al collo di altre persone
e si chiederanno dove sei.

Fabrizio Caramagna
E così morire è bere dal fiume del silenzio è scalare la cima del monte significa stare nudi nel vento e sciogliersi al sole
Khalil Gibran

E’ così pieno di vita questo giardino,
di voi passeri che saltellate.
Sopra le foglie secche vi rincorrete.
E quando giunge un rumore che vi costringe a fermarvi
fissate i nostri passi.

Il giardino lieve - Intermezzo, Il Rumore del Lutto

Quello che siete fummo. Quello che siamo sarete

Iscrizione su alcuni cimiteri

Poesie di Maria Angela Gelati pubblicate su gentile concessione dell’autrice

Non ho potuto stringerti la mano
ma ho vegliato su di te
con gli Angeli.

Ti sei sentito solo,
impaurito.
Non sei riuscito ad ascoltare la mia voce
ma il cuore non conosce confini.
L’amore è ciò che resta.

L’amore che mi avete donato in vita
ha saputo accompagnarmi nel mondo nuovo.
Veglierò su di voi.

Accendo questa candela
perché la sua fiamma
brilli nel silenzio mattutino
nel pomeriggio ardente
nella notte che viene.
Accendo questa candela per noi.
Il mio amore ti accompagni
in questo viaggio
insieme al popolo di stelle.
La tua essenza brilli forte
così che possa vederti o sentirti
così che possa calmare la paura
e asciugare le lacrime.
Un Buon viaggio

La società rimane disponibile ad assolvere i propri impegni
nei confronti dei titolari di eventuali diritti sui testi inclusi in questa pagina

Il Cimitero di Mantova

Cenni di storia del cimitero monumentale di Mantova

Leggi tutto

Viaggio virtuale

Viaggio virtuale nel cimitero degli Angeli di Mantova

Guarda

La poesia

Uno strumento di sollievo

La raccolta

Photogallery

Una selezione di fotografie del cimitero degli Angeli di Mantova

Sfoglia